Come un telefono senza fili la conoscenza per muoversi in montagna viene tramandata di generazione in generazione, e il più delle volte funziona. Tuttavia, errori accumulati e osservazioni fuorvianti fanno nascere false certezze. In questo articolo cercheremo di sfatare cinque falsi miti del mondo dello scialpinismo utili a tutti coloro che si muovono in ambiente innevato.
“I pendii con delle tracce di discesa sono sicuri”
Quante volte lo abbiamo sentito dire, e quante volte noi stessi ci siamo sentiti rassicurati a scendere un pendio già tracciato da altri? Penso la maggior parte provi questa sensazione di sicurezza, ma purtroppo è una trappola della nostra mente (ne abbiamo parlato QUI).
Un versante, può essere volgarmente parlando “tritato” e nello stesso tempo instabile. Sebbene, sia vero che la maggior parte delle valanghe provocate cada in seguito al passaggio del primo sciatore, resta possibile un distacco anche su pendii già tracciati. Quindi, nonostante recensioni, osservazioni di altre tracce, e gli stessi compagni di gita rendano invitante un pendio ambiguo, continua a ragionare su elementi oggettivi per valutare le reali condizioni di pericolo:
- cambi di pendenza
- punti più ripidi
- accumuli di neve
- chance in caso di distacco

“Fa freddo quindi il pericolo valanghe è minore”
Una mezza verità che il più delle volte ci trae in inganno. Infatti, nonostante sia vero che il freddo in determinate situazioni migliori le condizioni di stabilità del manto nevoso, è altrettanto vero il contrario. Ebbene cosa dice la scienza?
La nivologia, la scienza che studia il manto nevoso ci mette in guardia sul freddo, specie se intenso e prolungato. Temperature molto basse, oltre a rallentare l’assestamento in generale, favoriscono la formazione di strati deboli all’interno del manto nevoso (es. brina di profondità) i quali possono rimanere lì immutati per settimane o addirittura mesi. Quindi, il freddo non indica per forza un manto stabile e preso come parametro singolo non è un buon indicatore di condizioni di stabilità.

“Poca neve significa pericolo valanghe minore”
Forse uno dei più diffusi falsi miti che si tramandano da generazione in generazione. In questi ultimi anni, valanghe purtroppo anche mortali su pendii con poche decine di centimetri di neve dovrebbero aprirci gli occhi. Poca neve non vuol dire minor pericolo!
In alcuni casi, la presenza di poca neve, aumenta la possibilità di innescare una valanga: eventuali strati deboli si troverebbero molto più vicino alla superficie del manto nevoso ed essere più facilmente sollecitati da un escursionista.
Inoltre, poca neve determina un maggior gradiente (differenza di temperatura tra gli strati di neve) condizione favorevole per la formazione di strati deboli.
Infine, inverni secchi determinano superfici del manto nevoso ghiacciate o comunque dure che diventano superfici di scorrimento per nuove nevicate e aumentano il rischio di scivolamento (poca neve vuol dire anche presenza di rocce o tronchi affioranti o poco sepolti che diventano ostacoli in caso di cadute o trascinamento durante incidenti in valanga).

“Aspetto 3 giorni perché si assesti la neve”
La regola dei 3 giorni di attesa perché il manto nevoso compi la sua trasformazione e si stabilizzi quanto basta per sciare con maggior sicurezza, può funzionare a volte ma non è la regola.
L’assestamento del manto nevoso in seguito a nevicate, vento o pioggia dipende da numerosi elementi, dalla temperatura dell’aria, dall’umidità, dall’esposizione e così via. Quindi se per certi versanti, in certe condizioni bastano tre giorni, per altri possono servirne anche dieci o più. La natura è più variegata per essere descritta con formule così ridotte. Consulta sempre il bollettino valanghe prima di ogni uscita (come interpretare il bollettino valanghe).

“Nel bosco non possono cadere le valanghe”
Il bosco, luogo “rifugio” per eccellenza tra gli escursionisti della montagna innevata: quante volte ci siamo ritrovati in un bosco e immediatamente ci siamo sentiti al sicuro? Il bosco non è sempre un rifugio sicuro, un falso mito che è duro a morire. Infatti, spesso con grado di pericolo valanghe 4 o 5 si sceglie una gita in un bosco. Pur essendo una scelta sicuramente migliore rispetto ad itinerari in campo aperto non significa che il bosco che hai scelto sia libero da pericoli.
Scopriamo perché:
1. Il bosco impedisce i distacchi soltanto se ha una certa densità, meglio se sempreverdi. Quindi non tutti i boschi fungono da paravalanghe.
2. Il bosco NON ci protegge da distacchi a monte di esso. Se una valanga si stacca dal pendio soprastante e raggiunge il bosco, non solo siamo in pericolo ma gli alberi sono superfici dure su cui possiamo ferirci ancora più gravemente che in campo aperto.
3. All’interno di un bosco possiamo trovare delle radure, aree prive di alberi, bellissime da sciare ma, se sufficientemente estese, si comportano come pendii aperti.
Il bosco quindi non è un rifugio sicuro, per approfondire leggi QUI.

Adesso che abbiamo sfatato questi 5 falsi miti sulle valanghe aiutaci a diffonderli. Condividi l’articolo con i tuoi amici. E se vuoi approfondire e saperne di più sulle valanghe questo articolo fa per te:
