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Primo Soccorso: i gravi errori da evitare assolutamente

L’autosoccorso è il primo step mentre si aspettano le cure mediche dei professionisti, voler aiutare è istintivo ma attenzione a non peggiorare la situazione; ecco una pratica guida sugli errori principali da evitare

Scritto il
da Luca Tessore

L’istinto non sempre ci guida verso giuste scelte, e quando si parla di autosoccorso commettere alcuni errori può davvero far precipitare la situazione. Lanciarsi in soccorso al compagno, dare da bere o mangiare, fasciare un arto sono solo alcune delle azioni che in alcuni casi farebbero peggiorare le condizioni dell’infortunato. In questa guida, grazie all’esperienza della Dott.ssa Simona Berteletti direttrice della Scuola Nazionale Medica alpina (SNaMed) impareremo quali errori sono da evitare durante l’autosoccorso in montagna.

Simona Berteletti
Dott.ssa Simona Berteletti direttrice della Scuola Nazionale Medica alpina (SNaMed)

La pianificazione

Il primo errore che molti commettono è nella valutazione e pianificazione dell’itinerario, è il primo step che determina la maggior parte degli incidenti in montagna. Quando si sceglie una meta e il percorso, dobbiamo sempre seguire queste tre regole:

  • considerare la capacità tecnica e le condizioni fisiche: osservando l’intero gruppo l’escursione deve essere adeguata a tutti. Altrimenti, potrebbe diventare un problema per l’intero gruppo;
  • consultare bollettini Meteo e condizioni nivologiche: controllare sempre le condizioni meteo e su neve il bollettino valanghe la sera prima e la mattina. In questo modo si evitano già la maggior parte dei problemi;
  • condividere il tuo itinerario con amici o famigliari: avvisare dove andrai e tempistiche previste può tornare molto utile. Specialmente quando non c’è campo dare un “appuntamento telefonico” all’amico o famigliari ad un orario indicativo, può essere un buon modo per far sapere che è andato tutto bene.

Come ci ricorda Simona Berteletti, “non dobbiamo pensare che il soccorso ti può risolvere sempre la situazione. Il maltempo, la tua impossibilità a chiamare i soccorsi e altri imprevisti ti potrebbero costringere a cavartela da solo.

Per questo muoversi in montagna richiede consapevolezza ed esperienza maturata negli anni, con una progressione graduale e non repentina.

Gruppo di escursionisti con AMM
Gruppo di escursionisti con AMM_Ph Guide Alpine Lombardia

Tecnologia e chiamate d’emergenza

Ora entriamo nel vivo dell’autosoccorso. Durante la chiamata d’emergenza spesso si perde lucidità, ma è bene evitare di:

  • urlare e parlare veloce all’operatore: qui è fondamentale descrivere le condizioni dei feriti e dare le coordinate esatte (ci torneremo tra poco);
  • spostarsi una volta trovato il segnale: concludi la chiamata prima di spostarti, potresti perdere il segnale;
  • chiudere la chiamata: lascia sempre che sia l’operatore a buttare giù. Potrebbe chiederti ancora informazioni;
  • chiamare famigliari: una volta chiamato il soccorso non sprecare batteria, ti potrebbe tornare utile. Inoltre, devi lasciare libera la linea per i soccorsi che potrebbero ricontattarti per definire il luogo dell’incidente.

Quando il segnale non c’è si dovrà cercarlo spostandosi dal ferito. In questa fase delicata, è bene non muovere l’infortunato se presenta traumi alle zone vitali (addome, schiena e testa). Muoverlo potrebbe compromettere gravemente le sue condizioni, quindi cerca il segnale e aspetta che arrivino i soccorsi.

SPOT X, comunicatore bidirezionale satellitare per le avventure più estreme.
SPOT X, comunicatore bidirezionale satellitare per le avventure più estreme.

Coordinate GPS

Anche con il nostro semplice smartphone e senza app specifiche possiamo dare coordinate precise semplicemente andando sullo strumento “bussola” . Troverete le coordinate Nord ed Est utili al soccorso per localizzarvi.

Un errore che spesso viene fatto da chi effettua la chiamata è dare le coordinate una volta trovato il segnale per chiamare. Invece, dovrete prendere le coordinate nel luogo in cui si trova il ferito e solo dopo spostarvi per fare la chiamata d’emergenza e fornire così le coordinate esatte.”

Le coordinate GPS possono essere prese anche in assenza di copertura telefonica. Una volta prese potete spostarvi dal ferito e talvolta potrebbe essere anche molto lontano dal luogo dell’incidente. Questo passaggio è essenziale soprattutto in condizioni di scarsa visibilità per aiutare ad individuare velocemente il luogo dell’incidente.

Smartphone GPS coordinate posizione soccorso
Tutti gli smartphone anche senza app specifiche hanno lo strumento bussola dove trovare le coordinate nord ed est_Ph Outdoortest.it

Cure al ferito

Prima che intervenga il personale sanitario l’istinto è quello di prendersi cura del ferito, ma non sempre si fa la cosa giusta. I tre errori principali che possiamo commettere sono questi:

  • somministrare farmaci: dare farmaci senza essere un medico potrebbe costare anche la vita al ferito. Uno dei farmaci più utilizzati in montagna è l’aspirina. Molti la usano per alleviare i sintomi della quota (rimedio non consigliato), e potrebbe venire istintivo somministrarla a chi ha subito un trauma. Questo metterebbe a rischio la vita dell’infortunato, favorendo eventuali emorragie;
  • dare da bere o mangiare: soprattutto nel caso di traumi gravi (trauma cranico, toracico, addominale, fratture multiple) si deve evitare di dare sia da bere che da mangiare perché c’è il rischio di causare vomito che potrebbe peggiorare la situazione (potrebbe essere inalato e causare un ostruzione alle vie respiratorie ad esempio). Inoltre, in caso di necessità di intervento chirurgico, il paziente dovrà essere a digiuno;
  • spostare il ferito: se il ferito ha lesioni o lamenta dolori al tronco o alla testa non bisogna muoverlo. In questo modo non si andrà a peggiorare la situazione. Nel caso in cui siano soltanto gli arti coinvolti e la frattura non è esposta si può cercare di spostarlo in  un posto più comodo per l’eventuale soccorso. Ovviamente, in caso di pericoli imminenti come può essere una scarica di rocce vale la regola del male minore;
  • fermare l’emorragia con lacci o bende strette: fermare l’emorragia è positivo, ma attenzione a non provocare danni ai tessuti. Basterà evitare di usare lacci di scarpe, fettucce d’arrampicata e in generale tutto ciò che abbia uno spessore minore di 4 cm. Infatti, più è ampia la superficie su cui si interviene per bloccare il flusso sanguigno, meno forza si dovrà fare e, soprattutto si eviterà di lacerare i tessuti;
  • rimuovere il laccio prima dei soccorsi: anche se ti verrà voglia di controllare la benda, una volta chiusa e fermata l’emorragia, non toccarla più. Ci penserà il personale sanitario a rimuoverla, altrimenti rischierai di far riprendere il sanguinamento e mandare in shock il ferito a causa dell’abbassamento repentino della pressione sanguigna.

“La priorità di chi deve soccorrere è di non ferirsi a sua volta. Quindi, se reputate pericoloso raggiungere il ferito è bene non fare gli eroi! Cercate di comunicare con il vostro compagno per capire se è cosciente ed eventualmente le sue condizioni. Chiamate il numero d’emergenza e aspettate. Potrà risultare difficile, ma è essenziale per un soccorso rapido ed efficace.”

Lanciarsi dal ferito, soprattutto se è un vostro amico o famigliare è la prima cosa che viene da fare. Se anche voi doveste ferirvi o perdere conoscenza compromettereste la vita di entrambi.

Intervento soccorso alpino
Soccorso alpino in azione_Ph_Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Cosa mettere nel kit di primo soccorso

Nello zaino non dovrebbero mai mancare un pratico kit di pronto soccorso, non serve avere un kit completo ma sono fondamentali:

  • metallina: per mantenere costante la temperatura del corpo;
  • bende d’emergenza: indispensabili per fermare eventuali emorragie;
  • guanti monouso: due paia, meglio proteggersi per intervenire sul ferito e nello stesso tempo limitare le possibili infezioni;
  • propri farmaci giornalieri: non sempre potremmo rientrare a casa come previsto. In questo caso avere con sé i propri farmaci aiuta a non peggiorare la situazione.
kit primo soccorso essenziale
Un kit primo soccorso con elementi essenziali per intervenire_Ph_Simona Berteletti Scuola Nazionale Medica alpina

Quando vi muovete all’estero controllate il numero d’emergenza della località in cui vi trovate, potrebbe far risparmiare minuti preziosi (con i moderni smartphone digitando il 112 anche all’estero dovrebbe rindirizzare direttamente al numero locale d’emergenza). Inoltre, esiste un app gratuita molto utile in casi d’emergenzaGeoresq” che ti permette di inviare un allarme direttamente al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, comunicando posizione e percorso.

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