Come sapete, da quest’anno in Lombardia, l’accompagnamento in montagna a pagamento ha subito un drastico cambiamento; di fatto chiunque non faccia parte del collegio delle Guide Alpine non potrà esercitare la propria professione.
Il Consiglio di Stato ha basato la sua sentenza in particolare su un dato statistico estrapolato dalle statistichea del Soccorso Alpino e speleologico nazionale che evidenzia che sopra i 700 metri di quota gli infortuni aumentano in modo esponenziale. Da qui, la decisione di dare l’esclusività agli AMM e alle GA di lavorare in ambienti considerati più a rischio infortunio.
Quali differenze ci sono tra AMM e GAE, e soprattutto davvero chi viene accompagnato dalle GAE è in mano a professionisti privi di competenze per supportare una escursione in montagna? Per rispondere a queste domande abbiamo voluto fare una chiacchierata con Guglielmo Ruggiero, Presidente nazionale AIGAE.

Per prima cosa specifichiamo la figura professionale della Guida Ambientale Escursionistica. Quali sono le differenze tra GAE e AMM?
“Ci sono delle differenze che sono state legittimate con una sentenza (n.459 del 2005) della corte costituzionale; di fatto è una pietra miliare e definisce la Guida Ambientale Escursionistica (GAE) come una figura professionale di natura turistico culturale. Mentre, sempre secondo la corte costituzionale (Legge Quadro n. 6/1989) gli appartenenti al Collegio delle Guide Alpine come appunto l’Accompagnatore di Media Montagna (AMM), è definita come una figura tecnico-sportiva.
Ci tengo a sottolineare che le GAE fanno un corso di 350 ore di cui una parte è dedicata al primo soccorso in ambiente remoto e BLSD (Basic Life Support and Defibrillation). Ma non solo: le GAE iscritte ad AIGAE hanno l’obbligo ogni 2 anni di fare un aggiornamento sul primo soccorso e BLSD. Non mi risulta che il collegio delle Guide Alpine pur avendo nel loro percorso gli stessi corsi abbiano l’obbligo di aggiornamento.”

Quando scegliere una GAE rispetto ad un AMM?
“Mentre la figura dell’AMM è ideale per chi cerca un percorso focalizzato principalmente sull’attività sportiva e sulla performance fisica, la GAE rappresenta la scelta d’eccellenza per chi desidera una vera e propria immersione nel territorio.
Grazie a una formazione specifica e multidisciplinare, la GAE non si limita ad accompagnare, ma svela l’anima di un luogo: dalla narrazione del paesaggio alle sue tradizioni culturali, fino alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche locali.”
Sopra i 700 metri aumentano drasticamente gli infortuni. Una statistica che ha pesato sulla sentenza, cosa ne pensa?
“La valutazione si è basata sui dati forniti dal CNSAS-Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, ma, secondo il mio parere, con una grave pecca metodologica: è stata infatti valutata l’incidentalità nel suo complesso, mettendo in un unico calderone escursionisti principianti ed esperti, da soli e in gruppo, autonomi ed accompagnati. Se si fosse invece operata una più accurata e ragionevole analisi dei dati, si sarebbe facilmente verificato che la quasi totalità degli interventi riguarda escursionisti autonomi o non accompagnati, e che al contrario la presenza di un accompagnatore qualificato, a prescindere dal tipo di qualifica, abbassa fin quasi ad azzerare l’incidentalità.
Sarebbe stato diverso se come dato statistico avessero utilizzato gli incidenti di persone accompagnate dai vari professionisti.
Basta una rapida scorsa ai principali titoli di cronaca degli ultimi anni per constatare quanto sopra, ulteriormente rafforzato dai dati sulle richieste di indennizzo assicurative fornite da associazioni di categoria quali AIGAE, che registrano negli ultimi 5 anni solo un numero di sinistri irrisorio e statisticamente insignificante. Nessuna fonte pubblicamente reperibile conferma la tesi fallace che siano i gruppi accompagnati da professionisti la maggior causa di incidente.
Anzi è vero esattamente il contrario: la quasi totalità di incidenti coinvolge escursionisti autonomi, spesso inesperti, ed è proprio la presenza di accompagnatori professionisti che abbassa drasticamente l’incidentalità“.
Autosoccorso: come comportarsi

La delibera della Lombardia come può penalizzare la vostra professione?
“Noi lavoriamo molto nelle aree più remote, meno blasonate. Se per esempio si dovesse fare in Molise sarebbe un disastro a livello di indotto. In Lombardia è già realtà; i tour operator lavorano principalmente con le GAE, e stanno quindi decentralizzando i gruppi nelle regioni limitrofe come Piemonte, Veneto e Liguria.”

Nelle altre regioni come funziona?
“Su quella delibera abbiamo perso solo in Lombardia, in tutte le altre regioni non è cambiato nulla. Però c’è il rischio che sulla spinta dei rispettivi collegi adottino anche loro questa regolamentazione. Al momento stiamo monitorando la situazione per vedere se altre regioni si stanno muovendo per fare la delibera. Sarebbe auspicabile che rimanga un caso isolato, anche perché noi non chiediamo l’esclusiva e siamo sempre stati disposti a collaborare con il Collegio delle Guide Alpine. Nel 2015 il presidente AIGAE di allora firmò un protocollo d’intesa con il CONAGAI dichiarando che eravamo pronti a integrare il nostro corso con i loro docenti, ma non è mai stato portato avanti.”
