Il bivacco è un luogo pazzesco, salva vite, ti fa riposare in un contesto straordinario e poi diciamolo, certi sono davvero belli; dei piccoli gioielli incastonati nelle montagne. Non importa se sono quattro assi inchiodate o “navicelle spaziali”: sono lì per noi, per aiutarci quando il brutto tempo ci sorprende o quando qualcosa va storto e dobbiamo fermarci. Quindi, ci sembra giusto dare qualche consiglio su come è tradizione comportarsi in un bivacco, così che possano continuare dopo di noi a servire a chi dovrà varcare la soglia e dormire in quota, evitando di fornire i pretesti per la trasformazione di queste strutture in “chalet” prenotabili.

Come riconoscere un bivacco
Non potrete sbagliarvi, i bivacchi che siano tirati a lucido come il bivacco Fiamme Gialle di Cimon della Pala o piuttosto spartani come il bivacco Città di Varese, tutti hanno un elemento in comune. Non sono serviti. Questo vuol dire che sarete voi a dovervi occupare di ciò che solitamente fa il rifugista:
- Mantenere in ordine;
- Portare a valle la spazzatura;
- Scaldare il locale dove e quando è possibile;
- Preparare il pasto.
Solitamente sono piuttosto piccoli, hanno pochi posti per dormire, una zona dove cucinare e tendenzialmente non ci sono i servizi igienici. Possono essere rivestiti in lamiera o completamente in legno; tendenzialmente sono molto ben coibentati, ultimamente con vetrate dalla vista mozzafiato. I bivacchi per loro natura sono sempre accessibili, proprio per poter ospitare le persone nel momento del bisogno.

Oggi fa discutere l’introduzione di “bivacchi” prenotabili
Queste strutture si allontanano da ciò che è un bivacco e non sono altro che strutture turistiche ricettive. Non avendo il libero accesso non possono essere definiti bivacchi, non fungono da riparo d’emergenza e sono a tutti gli effetti dei mini “chalet” in quota.
Nonostante molti difendano questa soluzione per evitare atti vandalici e sovraffollamento, non si può più parlare di bivacchi. Il rischio è quello che le strutture in quota diventino niente altro che strutture per assecondare l’ennesima moda, con ripercussioni sulla sicurezza di escursionisti e alpinisti che frequentano in modo genuino la montagna.

Le quattro regole principali per vivere il bivacco
Come potete intuire le problematiche che può affrontare un bivacco possono essere davvero tante se tutti noi non seguiamo alcune regole di buon senso.
- Lascialo come, o meglio, di come l’hai trovato: mantenere in buone condizioni la struttura è fondamentale per far durare nel tempo il bivacco.
- Non lasciare spazzatura: ricordati di portare a valle l’immondizia, chi arriva dopo di te deve poter usufruire di spazi puliti e in ordine. L’accumulo di rifiuti in quota potrebbe necessitare dell’elicottero per lo smaltimento, un disturbo e un costo evitabili.
- Contribuisci al riscaldamento e scorte: una bella tradizione è quella di contribuire con un piccolo gesto a coprire i beni di consumo come legna e cibo. Dove è presente una stufa rifornire un po’ di legna (laddove è facile reperirla, per esempio, quando si è vicini ad un bosco) potrebbe essere d’aiuto a chi arriva dopo. Anche il cibo è sempre gradito, se avete qualche alimento a lunga conservazione assicuratevi che sia ben sigillato per evitare di attirare i topi rendendo il locale poco igienico.
- Occupalo solo se necessario: questa è la regola più importante. Prima di ogni altra attenzione è importante che passi il messaggio che i bivacchi non sono strutture turistiche, ma d’emergenza. Per quanto affascinanti siano, occuparli per vivere l’esperienza di turno, non è un comportamento da chi si definisce amante della montagna.

Convivenza e adattabilità
Se non sei mai stato in un bivacco devi sapere che lo spirito di adattamento è fondamentale per viverlo nel modo giusto. Se sarai da solo, o con i tuoi compagni, è più semplice passare la notte senza troppi disagi. Tuttavia, il bivacco è proprio un contesto in cui la convivenza con persone sconosciute, spesso di nazionalità diverse, è al centro della sua essenza. Quindi è bene sapere che:
- se arrivate per primi in un bivacco non avrete il diritto dell’esclusiva, chiunque arrivi dopo di voi deve poter accedere.
- i posti letto sono limitati, se state affrontando un trekking e avete a disposizione tenda e materassino (quando le condizioni meteo lo permettono) lasciare la precedenza a chi si trova sul posto senza attrezzatura.
- non essendo presenti i servizi igienici, allontanatevi di almeno 100 metri dal bivacco evitando così di rendere l’ambiente degradato e sporco. Ricordatevi di non gettare i fazzoletti, riportateli a valle (si degradano in 3 mesi, impattando su terreno e paesaggio).
- se dovrai passare la notte in bivacco non aspettarti di fare le ore piccole, ad un certa ora si dovrà dormire e se proprio non ti va potrai ammirare le stelle…in silenzio però.

Conclusione
La regola d’oro per vivere il bivacco nel migliore dei modi è avere buon senso. Occupalo solo se necessario e vivilo come fosse casa tua. Forse in questi tempi è utopico dare fiducia alle persone, però resta l’unica via per salvaguardare certi ambienti e tradizioni. I bivacchi sono luoghi unici, dove l’ingegno umano e l’altruismo hanno contribuito a salvare innumerevoli vite di appassionati, mantenerli liberi e in ordine è un bel gesto di civiltà.
